𝐈𝐥 "𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́" 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨, 𝐢𝐥 "𝐂𝐨𝐦𝐞" 𝐥𝐨 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐢𝐥 "𝐂𝐨𝐬𝐚" 𝐜𝐫𝐞𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 🌍
- Edoardo Ghirelli

- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Credo profondamente che la somma degli interessi individuali non sia sufficiente a costruire un domani migliore. Il cambiamento richiede la capacità di guardarsi attorno, di riconoscersi parte di un tutto più grande, di sentirsi responsabili non solo per ciò che si crea, ma anche per ciò che si lascia agli altri. Ognuno di noi, dal punto in cui opera, può contribuire a generare valore: non solo economico, ma anche sociale. Un’economia che esclude non è progresso, è solo profitto senza futuro.
Credo profondamente che l’attività mineraria, che sia artigianale o industriale, debba nascere prima di tutto dal “𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́” lo si fa, dal significato che decidiamo di darle. Solo dopo trovano forma il “𝒄𝒐𝒎𝒆” e il “𝒄𝒐𝒔𝒂”.
At this moment, I am in 🇳🇬 Nigeria, and my fieldwork leads me through tropical forests, resilient gold districts, and along the great local rivers, which I have followed step by step upstream. It is precisely this total immersion in territories, in people, and in their rhythms that allows one to understand what no document can tell, what cannot be captured by scientific instruments or analytical frameworks.
In questo momento mi trovo in 🇳🇬 Nigeria e il lavoro sul campo mi porta nelle foreste tropicali, nei distretti auriferi resilienti e lungo i grandi fiumi locali, che ho risalito passo dopo passo. È proprio l’immersione totale nei territori, nelle persone e nei loro ritmi che permette di comprendere ciò che nessun documento può raccontare, ciò che non viene captato dai radar scientifici.
Il mio “𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́” nel mining si basa su un principio semplice: camminare accanto, non davanti. Creare valore insieme, non al posto di qualcuno. Riconoscere prospettive dove la potenzialità esiste già, silenziosa, pronta a emergere. Da questa consapevolezza è nato un modo di operare che unisce presenza, ascolto e reciprocità. Vivere la risorsa naturale mi dà l’opportunità di condividere la quotidianità dei minatori, osservare i gesti delle comunità, ascoltarne le storie, comprenderne le aspirazioni. Muoversi con rispetto, costruendo fiducia prima ancora di proporre qualunque soluzione tecnica.
Ed è proprio da questo “perché” che nasce il “𝒄𝒐𝒎𝒆”. Un “come” fondato sull’idea che la tecnologia di estrazione abbia senso solo quando rispetta il ritmo delle comunità; quando può essere accettata e fatta propria dai minatori, veri custodi e conoscitori dei territori.
E così prende forma anche il “𝒄𝒐𝒔𝒂”: soluzioni che non sostituiscono, ma accompagnano; strumenti che non impongono, ma abilitano; progetti che non estraggono soltanto, ma restituiscono.
La Geologia, pur essendo una disciplina scientifica, è in realtà una delle espressioni più profondamente umane. Mi sta insegnando che nulla nasce davvero se non ci incontriamo. È nell’incontro, oltre le differenze, che prendono vita processi, appartenenze e trasformazioni reali. Vivere queste esperienze è impegnativo, ti scuotono, ti scompongono e ti rimettono sulla strada. Ma quando la volontà è autentica, anche la motivazione si organizza attorno a quella visione, perché la coerenza interiore genera movimento esteriore.













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